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Il nascondiglio-I racconti di Lara e Ruben.1-


“Cos’hai fatto, cos’hai fatto? Parla! Cosa cazzo hai fatto questa volta!!!”.

“Stai calma, va bene? E’ tutto a posto, non gridare, calmati!”.

“Non ci posso credere, per una vola che non ti accompagno, guarda che casino, lo sapevo! Ora ci tocca starcene qui, per quanto? Per quanto, genio? Un mese?”

Ruben si passò la mano fra i capelli, mentre rivoli di sudore scendevano dal mento al collo, raffreddandosi al gelo della notte in scie solide.

“Ho fatto come mi hai detto. Quello si è girato e mi ha beccato, che dovevo fare? Sono scappato, ma almeno abbiamo da mangiare” e così dicendo aprì la camicia mostrando le tasche cucite all’interno, ricolme di cibo.

“Sei stato veloce, ma non è questo il punto. Hai rischiato di farti prendere, lo capisci? Hai rischiato davvero di finire nei guai, ma come fai a stare tranquillo? E non sorridere, non lo sopporto!”.

“Dai, vieni qui”, la prese per un braccio, cingendole poi le spalle “che c’è, non mi hanno preso,vedi?” e così dicendo si batté il petto con forza.

Lara non rispose, chiuse gli occhi stringendoli con foga.

“Dai, non fare così, mi accorgo quando qualcuno mi segue. Non li avrei mai fatti arrivare qui. Li ho seminati prima dello svincolo. Lara!”.

Ruben si ammutolì, non c’era modo di migliorare la situazione. Prese il mento di Lara fra le dita e le sollevò il capo, scrutandola.

“Perché piangi adesso, sei sempre una palla al piede e io rovino tutto, lo sai, è il mio mestiere. Avevi paura per me? Perché non riesco a crederci, davvero”.

“Sei uno stupido arrogante, avrei dovuto lasciarti marcire in quel buco di culo che i tuoi zii chiamavano casa.”.

“Vai avanti, c’è qualcosa che non mi vuoi dire. Sputa il rospo!”:

Lara si sollevò appoggiandosi sui palmi. Lo guardò, mentre un lieve tremore passò sulle labbra, prima di decidersi.

“Ho avuto paura di perderti. E’ una debolezza che non mi posso permettere. Non voglio temere per te, non posso pensare a te, devo proseguire, lo sai che ho poco tempo.”:

Ruben rimase pensieroso a fissarsi i piedi. “Non devi pensare a me, non l’ho mai chiesto. Io ho voluto seguirti, ricordi? A mio rischio e pericolo hai detto. Hai detto anche che se mi avessero preso tu mi avresti lasciato indietro e io ho accettato. Cos’è cambiato? Per me l’accordo vale sempre.”.

Lara si alzò e gli diede la schiena. Ritrovò la posa sicura di sempre, la solita spavalderia.

“C’è che se lo rifai, ti farò pentire di essere nato. Non prendermi mai alla leggera, io sono il capo qui. Stai alle regole e tutto andrà bene!”.

Si allontanò senza lasciargli lo spazio di una replica con passo militare.

Ancora non lo vuoi ammettere, Ruben sorrise fra sé .

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4 commenti su “Il nascondiglio-I racconti di Lara e Ruben.1-

  1. Bel racconto 🙂
    Buona settimana,
    un caro saluto
    Angela

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