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Il tempio delle capre


C’è una struttura in costruzione da anni di fronte casa mia. In realtà hanno cominciato a costruire e poi per motivi che mi sono ignoti, hanno lasciato senza proseguire.

La struttura è un perimetro di forma trapezoidale, a causa del segmento di terreno cui si poggia. Un muro di mattoni e colata di cemento, col pavimento sempre cementificato (una bellezza insomma, un’opera d’arte). Quando piove piove all’interno.

Nel terreno adiacente scorrazzano delle capre, madri e figlie, nere e bianche.

Stamattina, nel risveglio del paese, con la luce dorata che abbracciava tutt’intorno, ho posato lo sguardo di fronte e ho visto un tempio diroccato abitato da capre e mi sono ritrovata a pensare a un quadro allegorico di animali, un tempio di capre a capo di esso. Mentre quelle lentamente percorrevano il perimetro interno, parevano davvero sacerdoti in processione. Mi è scappato un sorriso furbo, non lo nego.

Mi sono chiesta poi se potessero invece essere capre sacre in un tempio, come vacche indiane, gatti dell’antico egitto e altri che dimentico.

Penso proprio che il Tempio delle capre sia lì per loro in effetti, sono le sole monache a pregare, un Dio buono speriamo, misericordioso, che ponga almeno un tetto su quelle teste cornute!

P.S. Non è mia la foto, se a qualcuno sorgesse il dubbio che io viva in India.

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15 commenti su “Il tempio delle capre

  1. Capre Vestali con un tetto ma senza fuoco! 😉

  2. Ah ah… Sì, infatti stavo cominciando seriamente a dubitare delle tue origini 😉
    Comunque questa immagine degli animali nel tempio mi piace decisamente. Non sono una persona molto religiosa, anzi, però l’idea che degli animali come qualcosa di sacro e prezioso mi piace molto. L’altro giorno sono stata al bioparco e ho guardato negli occhi degli oranghi che guardavano noi e non ho potuto fare a meno di notare la grandissima somiglianza. E’ stata un’emozione…

    • Sulla somiglianza ti do pienamente ragione, in una delle mie ricerche recentemente ho scoperto la grandissima somiglianza dei Bonobo con noi, davvero impressionante, a quanto pare dalle ultime ricerche effettuate sulla somiglianza genetica con l’uomo c’è una certa prossimità, ma ti basti trovare qualche immagine in internet e resti senza fiato, io sentito un click in testa, ma non sono riuscita ad andare oltre. Temo che dovrei riconsiderare un milione di cose.

      • Oh mio dio, è un essere meraviglioso!! 😀
        E’ quello della canzone di Caparezza!

      • Sì, il bonobo è l’evoluzione dell’uomo!!
        Non resisto metto il testo è stupendo:
        ” Vive in comunità estremamente pacifiche in cui maschi e femmine hanno pari diritti e dignità. Non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti, in maniera equa. Non conosce la guerra, l’assassinio e la violenza. Insomma, stando a come si comporta il bonobo, la scimmia è l’evoluzione dell’uomo. Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali, si accoppia sia con etero che con omosessuali. Davanti al cibo i bonobo prima fanno un’orgia e dopo mangiano, senza mai litigare. Il bonobo non è aggressivo: è sessualmente appagato; non discrimina il diverso, non va al family day.
        La scimmia è l’evoluzione dell’uomo.

        Rit: Bonobo power, evolving society. We improve the community and human eat the banana. Bonobo power, absence of authority. No more cruelty, no more war. We just play and come with love and human sucks!

        Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale i bonobo dello zoo di Hellabrunn morirono di spavento; alle altre scimmie non accadde nulla. Il bonobo è stato cacciato, sterminato, censurato. Il bonobo è una pericolosa alternativa sociale: dimostra che in natura esiste l’omosessualità, e che l’uomo è aggressivo perché sessualmente represso e soprattutto che l’unico vero modo per vivere in pace è giocare, mangiare ed accoppiarsi alla faccia di religiosi, intellettuali e politici benpensanti.

        (Rit.)

        «E naturalmente vi aggiorneremo sulla condizione delle scimmie bonobo nella prossima edizione. È tutto per questa sera, grazie per l’attenzione. Arrivederci!» “

      • Sono d’accordo su tutto, tranne sul fatto dell’omosessualità. Più che altro prova che essa esista in determinate condizioni naturali però è sempre per “questioni sociali”, che a mio dire è poi lo stesso motivo per cui esiste tra gli uomini. Non credo che sia qualcosa progettato dalla natura stessa, ma che al massimo sia un fenomeno che può accadere. Il fatto che non discriminano comunque è molto bello, in ogni caso! 🙂

      • Come per dire… che si è soliti scambiare conseguenze per cause… 😀
        Lo so, sono un po’ rompiballe ma sono appassionata di logica e di antropologia… 😉

      • Non sei rompiballe per nulla, è forzata l’immagine dei bonobo nella canzone Il testo si è un po’ cucito sulla cosiddetta sfrenata sessualità dei bonobo,ha calcato troppo di certo. Sull’omosessualità non saprei che dire, forse si finisce per inalberarsi su una questione complessa. La sessualità è istinto di prosecuzione del proprio dna, ma anche piacere giocoso, perché certi organi di piacere non sarebbero necessari al solo fine della procreazione. D’altra parte l’influenza ambientale esiste di fatto per tutti. Un risultato tra ciò che nasciamo e ciò che viviamo, sono d’accordo. Mi piace l’idea di tolleranza e provocazione della canzone, di certo non suggerirei uno stile di vita così orgiastico! Un inno a Bacco! 😆
        I bonobo sono impressionanti comunque nelle somiglianze davvero, ho visto certe posture in alcune foto.. emozionante!

      • Sì, sì, ci troviamo d’accordo 🙂
        Però ti ribalto un’altra volta… Chiaro che non serve solo per procreazione (come si vede appunto nei Bonobo, è cruciale per l’equilibrio sociale, infatti la nostra società fa pena data la maniera in cui tratta l’argomento) però penso che la natura ci metta il piacere di mezzo proprio per questione di autoconservazione. Se non fosse una cosa piacevole gli animali e gli uomini non lo farebbero… e la natura non si riprodurrebbe! Si estinguerebbe, stessa cosa per il mangiare. E’ furba la natura 😉

      • Ok, ti do la vittoria, perché mi piace il concetto, si studia ancora il senso del piacere femminile, perché non ne capiscono la necessità al fine di procreare, diciamo che non ha un fine certo per la scienza, ma noi siamo d’accordo che forse la natura prevede che la femmina condivida l’idea dell’accoppiamento, ma ancora non ci si arriva…. 😉

      • Sì, siamo pienamente d’accordo che sono dei rimbambiti… non riescono a fare due più due!
        Che vuol dire “a che serve”? Ma ti pare che la natura non permetteva anche alla donne di trarre piacere dall’accoppiamento? Trovo proprio folle chi ipotizza che il piacere femminile è inutile solo perché non ha una funzione meccanica erettile: è la follia! Anzi, è la fallocrazia, oltre che un contro-senso. Non c’è dubbio che una ragazza cresciuta con un’altra educazione diversa dalla nostra, non avrà nessun senso di colpa e non avrà problemi di piacere sessuale. Ben diversa è la situazione di chi fin da piccola le è stato insegnato che si deve sentire in colpa per ogni grammo di piacere che prova: il piacere passa prima per la testa e se lì si blocca c’è poco da fare… Hai voglia a interrogarsi su attributi, punto g, punto qui, punto lì: la frigidità sta nella testa perché sta nella cultura…

      • Fallocrazia pseudoreligiosa. Esatto! Hai scritto alla perfezione. Prima dei punti magici da trovare (lo trovo ridicolo, sempre un invito all’ego maschile, tra l’altro), c’è da liberare la mente della donna e non è di certo la minigonna e i tacchi a dodici anni, o le foto nude in internet, un’altra fregatura a noi! La libertà è scegliere, poter scegliere di esprimere i propri bisogni. Tutto lì. troppo. Molto stimolante, come sempre, c’è tanto da dire.

      • Essì. Chiaro che ci sono paesi dove la donna sta anche peggio, dove non si può nemmeno vestire come vuole, però insomma alla fine trucchi, vestiti, tacchi sono tutti palliativi! La vera libertà è altra, quelli sono sostituti. Tra l’altro sono tutte cose che gira che ti rigira, soprattutto se abusate, servono solo per piacere a un certo gusto maschile (“fighetto” tra l’altro) e non per provare direttamente piacere e soddisfazione femminile… Cioé esistono certe tipe che si acchittano a morte ma perché è l’unica cosa che fanno, per il resto sono repressissime, più suore e prigioniere delle altre. Sono trappole, specchietti per allodole.

      • Amen sorella! In Inghilterra ho scoperto una libertà di parola e pensiero impressionante! Mentre qui ci raccontiamo che siamo il popolo passionale, lì i magazines(10 anni fa) parlavano alle donne di donne, anche ma non solo di bellezza, parlavano della nostra sessualità, di come approcciarla, delle infiammazioni femminili, di tutto! Ho scoperto tante cose sul femminile solo sfiorando riviste e si credono timidi e repressi, mah! Qui una donna se non corrisponde all’idea base della donna è sempre un’aliena. Ho visto amiche abbattersi solo perché appena sposate già si aspettavano che sfornassero un figlio, una massa di bigotti.. se la sposa è incinta è uno scandalo a parole, ma se non lo è significa che qualcosa non funziona. La donna sarà libera nel pensiero quando si accetterà come poche menti eccelse hanno fatto nei tempi, solitamente artiste. Potremmo aiutarci di più in questo, ma siamo ancora troppo competitive nel bisogno di essere la centro dell’attenzione maschile, dovendo quindi creare incertezza nelle altre. Bleah! Basta aspettative su di noi, chiediamoci una volta cosa vogliamo a costo di rifare tutto!

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